30
January
2024
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2 minuti
Adrienne Rich
L’ultima colazione insieme – a base di Paneburro, ovviamente – si era interrotta su una riflessione (la puoi recuperare qui): la necessità di pianificare i centri commerciali cercando di dare risposta alle necessità e ai bisogni reali delle persone, al di là del mero atto d’acquisto.
Tornando con la mente sulla questione, mi viene alla memoria una frase dell’autore Matthew Newton, che nel suo libro Shopping Mall del 2017, edito da Bloomsbury Publishing, scrive: “When we visit a mall we seek an emotional experience”.
Il memoir esamina la mitologia moderna del centro commerciale attraverso la storia personalissima, intensa e talvolta toccante dell’autore, costellata di ricordi, amori, sogni, sentimenti, aneddoti che vanno dall’infanzia all’adolescenza fino all’età adulta. Newton riesce a catturare il potere simbolico dello spazio, così legato al vissuto delle persone, dimostrando che lo shopping mall, più che una collezione di negozi, è un luogo animato da curiosità, ritualità e immaginazione.
A emergere è il richiamo a un rapporto biunivoco tra architettura e percezione dell’umano, tra spazio e persona. Lo spazio non è mai neutro: è dotato di un valore simbolico in grado di forgiare l’identità collettiva, ha la capacità straordinaria di creare significati. È un luogo di incontro, dove storie, sguardi, vite si sfiorano, si intersecano, si mescolano, dove si generano ricordi, dove cresce la fantasia.
Quando disegniamo uno spazio dobbiamo superare la visione commerciale e ampliarla, per abbracciare la dimensione emotiva delle persone. Torniamo al lato umano. Ricordiamolo quando facciamo architettura.
Adolfo Suarez
Lavora disegnando, sempre e comunque, e sa ritagliarsi spazi di silenzio anche nelle situazioni più rumorose. Questo lo porta a una visione dei problemi sempre approfondita, a volte anche inaspettata, che contribuisce a generare quel conflicto positivo che lo porta a cercare sempre soluzioni migliori.
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Paneburro è la newsletter mensile di Adolfo Suarez che raccoglie pensieri, riflessioni e suggestioni sul mondo del Retail. Storie e visioni del contemporaneo condite con il poco che abbiamo, che poi è l’essenziale. Un po’ alla bread&butter, come direbbero gli Inglesi, ma sempre con il nostro tocco creativo.
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